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Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

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da Toic8cb00v-psc

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Giornata della Memoria e dell’Impegno
in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Torino, 21 marzo 2026

Le mani pulite non bastano. Possiamo avere le mani pulite, e tenerle in tasca. Possiamo essere formalmente
irreprensibili, mentre il mondo brucia.
Questo è uno dei passaggi più significativi dell’intervento di don Ciotti a Torino durante la XXXI Giornata
della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Nei suoi 40 minuti di discorso – il nostro Giovanni li ha registrati tutti per conservare il ricordo di una
giornata fuori dal comune – don Ciotti ha affrontato varie questioni e fornito non pochi spunti di riflessione:
l’importanza del fermarsi per ascoltare il dolore degli altri, la condanna dell’ignavia davanti alle tante
ingiustizie, il dovere di difendere ogni tipo di lavoratore, passando anche per la tutela delle donne
discriminate sul posto di lavoro o violate dagli uomini, per le tante guerre in atto – cita a riguardo don
Tonino Bello augurando a tutti di diventare malati di pace -, e per i migranti dispersi o morti nel
Mediterraneo.
Incalza il discorso di don Ciotti sul bisogno di avere fame di verità e di giustizia, sottolineando come ancora
oggi l’80% dei famigliari delle vittime innocenti non ha risposte certe per il proprio dolore, che però è anche
quello di tutti gli italiani, di tutti quelli che hanno a cuore l’Italia e che, da culla della civiltà, non può invece
diventare luogo della menzogna o dell’omertà.
Quella del 21 marzo 2026 è stata una mattinata intensa per i nostri ragazzi, sia quelli attuali che quelli
ormai alle superiori: sveglia molto presto per essere sabato, attese lunghe per permettere al corteo di
compattarsi, bandiere da sventolare, altri giovani provenienti da tutta Italia da conoscere, occhi pieni di
immagini da cercare di non dimenticare.
Poi il momento centrale in piazza Vittorio, caratterizzato dall’ascolto silenzioso e attento prima dei nomi
delle 1117 vittime innocenti e poi del discorso di don Ciotti. Forse non tutti questi momenti sono stati
compresi a pieno, di certo sono stati vissuti insieme, accompagnati da due docenti – si ringrazia la prof.ssa
Beruatto per la sua presenza – che sperano di aver seminato talenti futuri.